Articoli lo scec

Published on marzo 23rd, 2013 | by Antonio Ciccotti

Lo Scec

La Storia dello scec  a Napoli ed in Italia.
A maggio 2007 nasce il Buono Locale di Solidarietà Scec, in circolazione tra gli aderenti dell’associazione Masaniello. Contestualmente all’uso degli Scec, l’associazione si prefigge la costruzione e sviluppo di un circuito di economia locale preferenziale che permetta di trattenere la maggior parte possibile della ricchezza prodotta dai suoi aderenti sul territorio in cui essi stessi operano. La prima distribuzione avviene a Napoli il 6 maggio del 2007.

Il nome è l’acronimo di Solidarietà ChE Cammina. Non è una moneta complementare, si utilizza in percentuale con l’euro ed è una riduzione di prezzo che gli associati si fanno reciprocamente.
Da evidenziare che lo SCEC, molte volte erroneamente descritto come moneta locale, è organizzato secondo un modello diverso, basato sul concetto di riduzione di prezzo in Euro in maniera molto simile ai meccanismi della Grande distribuzione, il Buono Locale di Solidarietà, lo SCEC, è presente in diverse regioni ed è interscambiabile all’interno del sistema Arcipelago Scec.

Arcipelago Scec
Il 5 aprile 2008 sul Vesuvio nasce l’associazione Arcipelago Scec, che riunisce sotto un’unica regia tutti gli esperimenti di Buoni Locali italiani: Ecoroma (Roma), Scec (Napoli), Kro (Calabria), Thyrus (Terni) e Tau (Toscana).
I Buoni locali SCEC non sono una valuta complementare. Si tratta di buoni per ottenere una riduzione di prezzo che gli associati decidono di farsi reciprocamente attraverso un atto volontario, da cui ci si può svincolare in qualsiasi momento. La percentuale di accettazione del buono di Solidarietà viene lasciata alla libera scelta dell’associato che offre prodotti o servizi; un’accettazione che va solitamente dal 10 al 30%.
Pur essendo mutuato dalla pratica della GDO lo SCEC, la Solidarietà ChE Cammina, viene messo a disposizione della comunità e usato esclusivamente insieme agli euro e ha l’obiettivo di ancorare al territorio la ricchezza e farla reinvestire nel circuito, favorendo le produzioni locali. Il coordinamento nazionale, formato dai rappresentanti regionali votati dai soci attivisti, si è dato un regolamento di distribuzione che garantisce equità, trasparenza, equilibrio nella emissione regionale /nazionale di SCEC. Arcipelago lavora anche alla ricostruzione delle comunità sociali attraverso la Solidarietà reciproca e il mutuo aiuto riscoprendo i valori delle nostre radici contadine.
Dal luglio 2010 l’Agenzia dell’entrate ha risposto positivamente all’interpello promosso da Arcipelago e ha sancito la legittimità fiscale dello SCEC.
Altro aspetto dell’uso del buono SCEC è quello legato allo scambio di servizi occasionali fra privati regolato dalla legge n. 53/2000 dove può essere usato come metro per il tempo dedicato.

I sistemi di scambio non monetario che maggiormente utilizzano valute complementari sono il MORE (Member Organised Resource Exchange system) presente negli Stati Uniti (Ithaca Hours) e in Giappone, il LETS (Local Exchange Trading System) diffuso in Gran Bretagna e Australia, il ROCS (Robust Complementary Community Currency System) inglese, il SEL (Système d’Echange Local) e il Tronc de Services comuni in Francia e in Paesi francofoni, i RERS (Réseaux d’échange Réciproque des Savoirs) diffusi in Francia, Svizzera, Belgio e Olanda, la Banca del Tempo attiva in Italia, Svizzera e Spagna, i Tauschring e il Wir sviluppatisi in Germania e Svizzera.
fonte: Wikipedia

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Mi chiamo Antonio Ciccotti ,sono nato a Napoli in un caldo mese di Luglio, una città unica,che non ha bisogno di presentazioni. Partecipazione,attivismo,informazione ,libertà di espressione.sono le cose che più mi interessano.



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